Bè, finalmente è finita. La campagna elettorale, dico. Dovrebbero abolirla: è totalmente inutile. Le promesse elettorali si dicono essere, appunto, mere promesse elettorali, dette anche promesse da marinaio. Sono utili non tanto per sapere cosa concretamente farà il futuro governo, bensì per capire più o meno la direzione che esso intende intraprendere. Lampante è stato il caso del governo precedente: 260 pagine di programma, poi portate a 12 punti, di cui nessuno attuato.
Ma in effetti questo sarebbe stato un commento da postarsi durante la campagna elettorale, non a votazioni concluse, per cui passo oltre.
Una prima constatazione da fare riguarda il tanto odiato porcellum: bè, questo giro dobbiamo ringraziarlo!!! Siamo finalmente giunti a un bipolarismo quasi totale!! Non ci sono più i partitini, ago della bilancia in tutte le elezioni tenutesi dal dopoguerra in poi. Per una sorta di legge del contrappasso il porcellum, integrato, così come aveva causato condizioni di instabilità nella precedente legislatura, ha creato le migliori condizioni in questa. Grazie, porcellum!
Strettamente legato al primo punto, notevole è l’assenza di quelle correnti dell’estrema sinistra dal parlamento. Questo è un notevole vantaggio per l’Italia, in quanto scompare quella che io chiamerei la “Lega del No (senza se e senza ma)”. Ossia quella parte prettamente distruttiva, mai propositiva e che si dichiarava “dalla parte dei lavoratori”. Evidentemente gli elettori hanno finalmente capito che i “no” e i modi con cui la sinistra pretendeva di proteggere i loro interessi sono quello che sono, ossia assolutamente anacronistici e inconcludenti. Questo scivolone di più dell’8% non può essere dovuto all’astensionismo: molti, moltissimi dei “duri e puri” hanno capito che i modi di agire sono diversi, e ne hanno preso atto spostando il proprio voto.
Le elezioni hanno segnato (e confermato) il declino di Casini: sotto sotto (non molto sotto, a dire il vero) covava l’aspirazione per la costruzione di un grande centro, confidando di poter “rubare” voti tra i moderati di centro-sinistra e quelli di centro-destra: grosso errore. La base elettorale dell’udc è rimasta pressocchè invariata, mentre sono variati eccome i seggi in senato: ne ha persi eccome.
Un pò più sotto del sogno del grande centro, sicuro confidava in un risultato meno esplicito, contando di poter agire da ago della bilancia. Ma la netta vittoria del centrodestra ha confinato l’udc in un limbo quasi insonorizzato.
Veniamo al vero vincitore di queste elezioni: la Lega.
Sarebbe un errore considerare questo exploit come un mero ripiego dai due partiti maggiori, PD e PDL: in parte forse lo è, ma nell’affermarlo non si tiene conto del fatto che i proclami leghisti saranno affermati senza mezze misure, senza bon-ton, senza curarsi del politically correct, senza rispetto, ma si basano su esigenze realmente sentite dalla popolazione, molto più reali di qualsiasi alitalia o bonus bebè. Perché il problema immigrazione è reale, così come il problema sicurezza, o il fatto che uno stato del g8 venga tenuto in piedi da 5 regioni. In questo caso vale il vecchio detto non delectant verba nostra, sed prosint, detto latino la cui morale trova riscontro nel detto italiano “se vuoi descrivere ciò che è vero, lascia l’eleganza al sarto”. Perché a parole saranno xenofobi, ma a Treviso, “contea” del tanto bistrattato “sceriffo Gentilini”, l’integrazione tra autoctoni e immigrati c’è.
L’elettore, l’italiano, si è stufato del c.d. buonismo. Ciò che è giusto è giusto. E non c’è politically correct che possa reggere.
Altro discorso meritano le reazioni. Degli sconfitti, in particolare. Sui vari MSN messenger e google talk i commenti sono i più disparati (oltre che disperati): c’è chi si domanda quanto costi un biglietto di sola andata per la spagna, c’è chi compiange la povera italia, chi si lamenta dell’ignoranza che regna sovrana. Questo perché ha vinto lo psiconano, ha vinto quello che si faceva le leggi ad-personam, quello dei contatti con la mafia. Non si interrogano, però, sul perché la grande maggioranza degli italiani preferisca avere un premier indagato e condannato, che si fa i suoi porci comodi, che fa figuracce in pubblico, piuttosto che un governo di centrosinistra. Di chi è la colpa? La colpa è degli italiani ignoranti, o di un centrosinistra che non riesce a dare una immagine di se che sappia dare più sicurezza e sappia avere più capacità gestionali di un una persona “infima” come SB??? La mia risposta a tale quesito, penso la sappiate, così come penso sappiate com’è finito lo scorso governo di csx.
ps per quelli che vogliono espatriare definitivamente: conviene espatriare ora che c’è SB, come sarebbe convenuto espatriare se avesse vinto VW.
exodos, o conclusione, come era uso chiamare l’epilogo nelle tragedie greche. Perché l’Italia sta comunque vivendo una tragedia. Ma non tutto è perduto. Penso a questo: SB non ha più problemi giuridici, le sue imprese sono in salute, la moglie sta bene, ecc ecc, quindi a 70 anni suonati può succedere che si metta a fare davvero qualcosa per l’Italia.
Parlando un pò più seriamente, il nuovo “vecchio” governo non ha assolutamente più scusanti, attenuanti o capri espiatori: con la maggioranza che ha, senza partitini che diano fastidio, può fare realmente qualcosa per questo paese. Può e deve farlo. Non ci sono ostacoli davanti a questa maggioranza, se non la maggioranza stessa. Per cui questo exodos può essere inteso, in realtà, come un eisodos, o l’inizio. L’inizio della svolta, se oltre ad abbassare le tasse comincerà a tagliare la spesa, o l’inizio della fine, se nulla cambierà. Come hanno detto alcuni, è sicuramente l’inizio della vera seconda repubblica. Certo è che, purtroppo per noi, con il treno-Italia a così pochi metri dal baratro, non ci è possibile adottare la frase “ai posteri l’ardua sentenza” per sapere se vi cadrà o meno. Lo vedremo coi nostri occhi.
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