Monthly Archive for May, 2008

immigrazione, sicurezza e la solita solfa

Il nuovo governo, come sicuramente avrete sentito, pone una grande enfasi al tema della clandestinità. Non voglio entrare nello specifico del pacchetto sicurezza, di cui ho una informazione minima. Vorrei però discutere del metodo con cui il governo risponde al problema immigrazione clandestina.

E il fatto centrale, che mette il governo dalla parte del torto, è proprio questo: il fatto che si parli di immigrazione clandestina come problema principale. Il governo, come da prassi ormai consolidata e assolutamente bipartisan, utilizza in maniera errata il sentimento generale di “paura dell’ignoto”, ovvero di quel fenomeno praticamente nuovo per l’Italia, dell’immigrazione e dell’integrazione di popolazioni “diverse”. Ovviamente la stampa italiana, la cui abilità nel dispensare disinformazione e ignoranza è degna di un premio speciale, getta benzina sul fuoco, dacché sembra che ogni stupro e rapina sia ad opera di extracomunitari. Questo binomio crea una confusione (sia nel senso stretto che ampio del termine) tra clandestino e delinquente clandestino.
A favore dell’introduzione del reato di immigrazione clandestina, il governo adduce motivazioni quali il fatto che sia presente in altre giurisdizioni europee, quali UK e Francia. Considero accostamenti di fattibilità di questo tipo alla stregua di quelli fatti riguardo al welfare state nordico: della serie, se una pistola funziona sulla terra, farà fuoco anche sulla luna (in parole povere, vaccate). Di questo ne parlerò in seguito. Inizio col ribadire la non identità presente tra clandestino e delinquente. Se infatti tale identità fosse presente, a livello di giustizia non vi sarebbe nulla da eccepire. Purtroppo, però, nella categoria “clandestini” vi sono lavoratori, ossia fattori produttivi, pagati in nero sicuro non per loro scelta, ma per scelta del datore di lavoro (qui, allora, chi è il criminale?). Che il lavoro in nero sia un fattore fondamentale nell’imprenditoria italiana è un dato di fatto. Se il decreto legge fosse efficace, dunque, avrebbe un impatto negativo sulla nostra economia, andandola a privare di fattori chiave.
Ed ecco che si arriva al secondo motivo per cui questa legge è inutile: l’efficacia. Il provvedimento preso, infatti, altro non fa che aggiungere fattispecie di perseguibilità le quali, manco a dirlo, finiscono poi in quel piccolo collo di bottiglia che è la giustizia italiana, ossia un sistema inefficiente, fallace, totalmente saturo. E’ come aggiungere 5 piani ad una casa che già è sul punto di crollare: dannoso.
Ma al politico italiano non importa il danno pratico, al politico italiano interessa l’effetto annuncio, il far credere d’agire per il bene del paese. Al cittadino medio italiano basta sapere che il governo abbia fatto un provvedimento per risolvere un problema, ciò nel breve termine influisce di più del fatto che l’atto sia sbagliato (appunto, effetto annuncio).

Precisazione: ho addotto come “contro” del DL la perdita di utilità derivante dal perseguire quella che è la forza lavoro sommersa e non il fatto in se che non tutti i clandestini sono criminali per un semplice fatto: nel mio mondo neanche tanto ideale (oppure in UK o in Francia, dove + o – la legge è quella) i clandestini non dovrebbero esserci. Qua in italia la situazione è talmente anomala da rendere una cosa del tutto normale controproducente. Siamo proprio alla frutta.

In definitiva, si tratta dell’ennesimo provvedimento populista e concretamente inutile. Hanno cercato di svuotare una vasca da bagno con un cucchiaino, lasciando aperto il rubinetto al massimo e senza togliere il tappo. Non si sono chiesti il perché del problema. Non ho dati empirici da portare, per cui prendete questo mio ragionamento con le pinze, però a logica ritengo che l’Italia sia il paradiso per il mercato clandestino perché
a) non è controllata e b) non c’è certezza della pena.
Questi due campi vanno sistemati assieme, perché controllo maggiore dei confini (vedi spagna) ti blocca le entrate, mentre la certezza della pena provvede a sfoltire e far scappare quelli già presenti sul territorio: finché delinquere non è perseguito all’atto pratico, quale delinquente se ne esce?
Se il governo si impegnasse a risolvere questi due problemi, non si avrebbero miglioramenti solo sul versante clandestini, ma su un buon 60% di tutti i nostri problemi. Ma i nostri politici ancora non hanno capito che col populismo non si va da nessuna parte. Come sempre, chi se lo becca li è il cittadino italiano (che, tacciatemi pure del razzista, è per diritto più importante di qualsiasi non cittadino)

sushi!

Da qualche settimana a sta parte ho riscoperto questo piatto, che a dire il vero non ho mai cagato più di tanto (il che da un certo punto di vista è una qualità a suo favore, contrariamente ad altri cibi :D ).
L’unico problema è che a Belluno non c’è. A Milano la mia amica vale mi ci ha portato alcune volte, ma i long island che regolarmente si prendeva prima di andare fuori vituperavano l’esperienza… un peccato visto che, a detta di non so chi, quel posto era uno dei migliori della città.
Il sushi lo apprezzo soprattutto a pranzo, perché la sua relativa leggerezza non va ad aumentare il (già elevato) grado di sonnolenza che tanto è nemico dello studio pomeridiano. Purtroppo non ho un sushiya vicino a casa, e il caldo atroce che sta venendo fuori, unito alla mia pigrizia, completano l’opera e mi precludono la magnata (si, lo so, è tutto ascrivibile al mio fancazzismo, e il fancazzismo non è una scusa… ma vabbè, non divaghiamo ;) ).

Cercando sulla Rete una guida del sushi fai da te (a proposito, avete consigli al riguardo?), mi sono imbattuto in questa guida molto ben scritta che, tra le altre cose, mi ha aperto una voragine sullo stomaco!
w il sushi!

LO GIURO

Davvero. Basta. GIURO che è finita. non accadrà mai più. Questa volta sono serio. Parola d’onore. No, non sto scherzando, fidati. Non lo farò mai più.

NON ANDRÒ MAI PIÙ AL MCDONALD!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

fino alla prossima volta

to be continued….

Superiorità nordica

Si parla sempre di come i paesi nordici ci siano superiori per ordine, efficienza, equità, pulizia, gnocca, ecc. Tutto vero, (soprattutto l’ultima) ma a questo elenco non posso che aggiungere un ulteriore campo: quello musicale. Infatti lassù è molto in voga un gruppo dance-tamarro di nome Gunther and the sunshine girls, composto da tale Gunther, un tizio dall’espressività che nulla ha da invidiare a quella di Jim Carrey, e due signorine molto inibite (si dice che in realtà siano suore orsoline), di cui non ho ancora visto il volto, ma solo gli occhi (portano il burqa).
Questo gruppo (svedese), che offre pezzi incredibilmente variegati e diversi l’uno dall’altro, con testi che spaziano dall’incitazione alla castità (my ding ding dong), all’amore per i viaggi (suntrip), e canzoni d’amore (teeny weeny string bikini).
Ma senza ulteriori indugi vi presento i video dei brani in questione: che la gunther-mania contagi l’estate 2008!!!

chi non muore si rivede

…. tendenzialmente la controparte cui si rivolge tale frase di saluto, al suo approssimarsi dopo un lungo periodo di assenza, fa un sorrisetto forzato e, con abile mossa che neanche lady Oscar mai fece, porta la mano destra in posizione-tattica-antisfiga (dacché, si sa, vige il detto grattata mancina la morte si avvicina). Ora, essendo io l’oggetto della suddetta frase incriminata-portasfiga, non posso di certo esimermi dal compiere tale gesto di scaramanzia spicciola… infatti, lo ammetto, sto scrivendo con una mano (la sinistra).

Dopo questo dovuto preludio, mi tocca addurre le motivazioni per questa assenza che, lo giurin giurello, è forzata. Per cui, Ale, non mi depennare dal tuo blogroll!!
La motivazione principale è che il mio PowerBook, che già è risorto una volta, non ha nessuna intenzione di fare meglio di Nostro Signore Gesù Cristo, Unigenito Figlio di Dio, Nato dal Padre Prima di Tutti i Secoli (in seguito come NSGCUFDNPPTS), e me l’ha fatto capire distruggendomi anche l’hard disk nuovo, il quale mi saluta con un bel I/O error. Per cui, no portatile == no internet == no cazzeggio (on line, eh! sono un professionista dell’otium [non nel senso latino però :) ] anche senza pc!) == no blog.
Inoltre, come ho scritto nel post precedente, sono andato un pò di giorni nel paese dove le cozze sono una specie protetta in via d’estinzione (© 2008 Berro), per cui tempo di scrivere 0 (e te credo, con tutte le attrazioni che offre quello splendido paese… :D ).
Ad ogni modo, aspetterò il 9 giugno, e li vedrò se prendere un mac o aspettare paziente sopperendo magari con il nuovo eeepc 900.

Chi vivrà, vedrà (sgrat sgrat!!!)