Il nuovo governo, come sicuramente avrete sentito, pone una grande enfasi al tema della clandestinità. Non voglio entrare nello specifico del pacchetto sicurezza, di cui ho una informazione minima. Vorrei però discutere del metodo con cui il governo risponde al problema immigrazione clandestina.
E il fatto centrale, che mette il governo dalla parte del torto, è proprio questo: il fatto che si parli di immigrazione clandestina come problema principale. Il governo, come da prassi ormai consolidata e assolutamente bipartisan, utilizza in maniera errata il sentimento generale di “paura dell’ignoto”, ovvero di quel fenomeno praticamente nuovo per l’Italia, dell’immigrazione e dell’integrazione di popolazioni “diverse”. Ovviamente la stampa italiana, la cui abilità nel dispensare disinformazione e ignoranza è degna di un premio speciale, getta benzina sul fuoco, dacché sembra che ogni stupro e rapina sia ad opera di extracomunitari. Questo binomio crea una confusione (sia nel senso stretto che ampio del termine) tra clandestino e delinquente clandestino.
A favore dell’introduzione del reato di immigrazione clandestina, il governo adduce motivazioni quali il fatto che sia presente in altre giurisdizioni europee, quali UK e Francia. Considero accostamenti di fattibilità di questo tipo alla stregua di quelli fatti riguardo al welfare state nordico: della serie, se una pistola funziona sulla terra, farà fuoco anche sulla luna (in parole povere, vaccate). Di questo ne parlerò in seguito. Inizio col ribadire la non identità presente tra clandestino e delinquente. Se infatti tale identità fosse presente, a livello di giustizia non vi sarebbe nulla da eccepire. Purtroppo, però, nella categoria “clandestini” vi sono lavoratori, ossia fattori produttivi, pagati in nero sicuro non per loro scelta, ma per scelta del datore di lavoro (qui, allora, chi è il criminale?). Che il lavoro in nero sia un fattore fondamentale nell’imprenditoria italiana è un dato di fatto. Se il decreto legge fosse efficace, dunque, avrebbe un impatto negativo sulla nostra economia, andandola a privare di fattori chiave.
Ed ecco che si arriva al secondo motivo per cui questa legge è inutile: l’efficacia. Il provvedimento preso, infatti, altro non fa che aggiungere fattispecie di perseguibilità le quali, manco a dirlo, finiscono poi in quel piccolo collo di bottiglia che è la giustizia italiana, ossia un sistema inefficiente, fallace, totalmente saturo. E’ come aggiungere 5 piani ad una casa che già è sul punto di crollare: dannoso.
Ma al politico italiano non importa il danno pratico, al politico italiano interessa l’effetto annuncio, il far credere d’agire per il bene del paese. Al cittadino medio italiano basta sapere che il governo abbia fatto un provvedimento per risolvere un problema, ciò nel breve termine influisce di più del fatto che l’atto sia sbagliato (appunto, effetto annuncio).
Precisazione: ho addotto come “contro” del DL la perdita di utilità derivante dal perseguire quella che è la forza lavoro sommersa e non il fatto in se che non tutti i clandestini sono criminali per un semplice fatto: nel mio mondo neanche tanto ideale (oppure in UK o in Francia, dove + o – la legge è quella) i clandestini non dovrebbero esserci. Qua in italia la situazione è talmente anomala da rendere una cosa del tutto normale controproducente. Siamo proprio alla frutta.
In definitiva, si tratta dell’ennesimo provvedimento populista e concretamente inutile. Hanno cercato di svuotare una vasca da bagno con un cucchiaino, lasciando aperto il rubinetto al massimo e senza togliere il tappo. Non si sono chiesti il perché del problema. Non ho dati empirici da portare, per cui prendete questo mio ragionamento con le pinze, però a logica ritengo che l’Italia sia il paradiso per il mercato clandestino perché
a) non è controllata e b) non c’è certezza della pena.
Questi due campi vanno sistemati assieme, perché controllo maggiore dei confini (vedi spagna) ti blocca le entrate, mentre la certezza della pena provvede a sfoltire e far scappare quelli già presenti sul territorio: finché delinquere non è perseguito all’atto pratico, quale delinquente se ne esce?
Se il governo si impegnasse a risolvere questi due problemi, non si avrebbero miglioramenti solo sul versante clandestini, ma su un buon 60% di tutti i nostri problemi. Ma i nostri politici ancora non hanno capito che col populismo non si va da nessuna parte. Come sempre, chi se lo becca li è il cittadino italiano (che, tacciatemi pure del razzista, è per diritto più importante di qualsiasi non cittadino)
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