Sembra che il salvataggio di Bear Stearns abbia infuso, a suo tempo, agli investitori una sensazione di sicurezza sul fatto che il rischio di default del mercato fosse diminuito. Gli investitori non hanno chiuso le loro posizioni, nonostante i valori dei titoli fossero in caduta.
L’esempio portato è il money market fund che per primo ha visto il proprio valore netto scendere sotto l’unità: tra le cause vi è l’aver sottoscritto commercial paper di Lehman, titoli non assicurati da un asset o similia.

Salvando Bear, il rischio sistematico è stato meramente posticipato, accumulando quella potenza distruttiva che si è manifestata al fallimento di Lehman, avvenuto il quale i fondi si sono spostati di gran carriera nel mercato dei titoli di stato, abbandonando i titoli cash, e contribuendo al prosciugamento del credito.

Hat Tip: FT Alphaville
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Volevo chiederLe, dott. Toio, se trovava il tempo nelle prossime giornate di disquisire sulla quantità di vomito che è stata prodotta sulla Sua casera in nevegal, e quanto questo abbia influito nel tempo sulla crisi finanziaria attualmente in atto. Sono graditi i grafici.
Tu, in quanto partecipe dello spreco di liquidità (proprio in giardino), dovresti ben saperlo!