Chi non salta modaiolo è

fighetto e modaiolo. Da buon (ex?) metallaro, questi termini mi hanno sempre accompagnato. Dopotutto, come dicevano i ManOwaR.. whimps and posers leave the hall! Ma questa frase, in realtà, non è (ab)usata solo dai vari brothers of metal: se infatti si astraesse dai lemmi, e si guardasse al significato, si noterebbe l’impensabile (almeno in apparenza), ossia che lo stesso insulto viene utilizzato da più “categorie” di persone, l’una agli antipodi dell’altra. Non mi sono spiegato bene? Lo so. Infatti ora esplico il tutto :)

Riprendiamo il nostro “metallaro”. Parto da qui in quanto mi ha toccato in prima persona… ricordo ancora il mio beneamato slogan, l’unica discoteca bella è quella bruciata. Bei tempi! (se il me stesso di qualche anno fa mi vedesse ora, penso farebbe l’arachiri)
Dunque, io a suo tempo ce l’avevo contro i “truzzi”, categoria che (secondo il mio vocabolario) ricomprendeva tutti i discotecari. Tali persone erano oggetto di scherno in quanto, oltre all’ascoltare musicaccia, erano schiavi della moda: si vestivano tutti uguali, cambiavano modo di vestire ogni tot, tale modo di vestire era inoltre alquanto cretino, ecc.
C’erano inoltre i fighettini, tutti vestiti a puntino, tirati, puliti (bè dai, ogni tanto mi lavavo anche io… una volta a trimestre, mi pare ;) ), anche loro schiavi della moda del vestirsi bene.
Insomma, il termine ricorrente è questo: moda. Io che ero metallaro, non seguivo la moda, quindi ero salvo. Ma la moda, cos’è? se si piglia wikipedia, il termine moda viene sommariamente descritto come uno o più comportamenti collettivi con criteri mutevoli. Insomma, il carattere di mutevolezza è considerato fondamentale. La moda non è altro che la modalità che presenta maggior frequenza in una popolazione. Noi da metallari sfottevamo “gli altri” perché si vestivano tutti uguali. Noi che ascoltavamo un altro genere di musica, e che ci vestivamo diversamente, ed avevamo anche modi di comportarsi diversi, ci sentivamo migliori, perché non “schiavi della moda”. Però, dalla definizione di moda, limitatamente alla popolazione dei metallari, si poteva (e si può) notare che, paradossalmente, chi era realmente schiavo della moda eravamo noi: l’archetipo del metallaro era il cappellone col chiodo, vestito di nero, bestemmiante iddio e campione di rutti. E in percentuale, era più facile trovare metallari vestiti uguali, che fighettini. Ma quindi, l’unica cosa che differenziava il tanto odiato fighettino truzzo era il carattere della mutevolezza! Entrambi metallari e fighettini seguono la moda di vestirsi ad una data maniera, seguono la moda di ascoltare un dato genere di musica, seguono la moda di comportarsi in un dato modo.
Se poi, al posto del termine metallari che ho utilizzato finora, si utilizzasse il termine “anticonformisti”, si noterebbe che coloro che si comportano in una data maniera, diversa dalla “moda” della popolazione globale, limitatamente alla loro popolazione si macchiano dello stesso peccato che ha originato il loro distacco e il loro “diverso” comportamento. Non è paradossale?

Credo che questa evidenza porti a una conclusione abbastanza banale ma, come tutte le cose banali, messa in secondo piano: l’essere anticonformisti non può essere un movimento di massa, in quanto ricadrebbe nella sfera del peccato originale. L’unico vero modo di essere anticonformisti è quello di essere se stessi. Ogni uomo è per costruzione diverso dall’altro, e visto che ciò non si limita a mere differenze fisiche, basterebbe agire secondo la propria indole (ovviamente con raggio d’azione che ha come limite quello in cui si lede l’altrui libertà). Questo, in un sistema chiuso, è ovviamente facile. Nel nostro mondo, fatto di interazioni costanti, è molto, molto più difficile, perché è necessario discernere quale comportamento è dettato dal proprio io e quale è influenzato dagli altri. Ancora una volta, quindi, risulta fondamentale ciò di cui avevo già parlato, ossia il conoscere se stessi. Ovviamente non è possibile conoscersi alla perfezione, sennò si sarebbe un Dio. Ma questa è un’altra storia :)

1 Responses to “Chi non salta modaiolo è”


  • I think Greenspan is getting senile, today he said that you can stop asset bubbles by increasing capital requirements. That just increases the cost of credit. The next time you have a real estate bubble, you’ll have the same problem, assuming that banks are still in the business of loaning against real estate. If you want to stop this problem, then eliminate the federal subsidies for real estate development and investment, then require people in that industry to put their own money at risk instead of someone elses. If Greenspan really wants to change the banking system, though, then simply ban 95% and 90% LTV loans. Require a bigger equity cushion. BTW, the “too big to fail” argument is a fallacious one. During the Great Depression, Canada had no bank failures. The reason was that their banks were very large. The banks closed branches, etc., but none of them failed. By contrast, the US was dominated by thousands of very small banks, and we had more than 10,000 of them fail. So there is nothing inherently unsafe about a banking system dominated by large banks. The real problem with large banks is that during good times, they don’t provide enough competition for each other.

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